l’industria per giustificare la propria crescita ha bisogno di un mercato di consumatori
Si ha invece con la redistribuzione dei benefici della seconda rivoluzione industriale alla parte meno abbiente della società. Non si tratta di un operazione di filantropia, ma della creazione di un mercato di acquirenti che da proletari diventano consumatori. Questo avviene infatti perché l’industria per giustificare la propria crescita ha bisogno di un mercato di consumatori crescente, ed è possibile proprio perché l’automazione della catena di produzione consente un abbattimento enorme dei costi di produzione e quindi dei prezzi al consumo, tale da consentire ad una fetta sempre più ampia di persone di accedere a beni prima riservati a pochi. (Un aspetto secondario, ma interessante, è che la riduzione dei tempi di lavorazione si concilia con il fatto che per consumare il lavoratore ha bisogno anche di tempo e quindi dalle quattordici ore (o più) in fabbrica della prima era industriale si scende alle 40 ore settimanali (o meno) di oggi.)
